LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi...

(Charlie Chaplin)

group 2537395 960 720

Immaginiamo di portare con noi un misuratore che rilevi costantemente quanto siamo graditi agli altri e ci indichi contemporaneamente le nostre sensazioni di sollievo o di tensione a seconda che questo indice di gradimento salga o scenda.

...un'altalena che ci trasporta da una parte all'altra senza sosta...Ci facciamo trasportare.

Diventiamo un po' più spettatori e meno attori della nostra vita ma soprattutto meno noi stessi.

Di fronte a un giudizio negativo ci mettiamo in discussione, andiamo alla ricerca di una colpa, perdiamo la nostra spontaneità, ci sentiamo a disagio, bloccati nei pensieri e nelle azioni, a volte ci vergogniamo, viviamo nella paura di non essere accettati, capiti e ci rinchiudiamo nella stessa gabbia in cui gli altri ci richiudono.

Temiamo il giudizio negativo reale ma anche quello che potrebbe essere sentenziato. Viviamo la stessa ansia in funzione di un'ipotesi e agiamo in modo da accontentare gli altri dimenticandoci da qualche parte un pezzo di noi stessi, di quello che piace a noi e ci rende felici, mettiamo in tasca un fazzoletto di di felicità e ci dimentichiamo di averlo.

Allo stesso modo ci esaltiamo di fronte all'approvazione degli altri e ci impegniamo a fare in modo che questa non cambi.

Nella paura del giudizio degli altri rientrano due componenti fondamentali: il bisogno di approvazione e la paura della critica. La critica va a minare la nostra identità.

Il timore del giudizio altrui compromette la nostra qualità della vita.

Infatti, l'attenzione che investiamo nell'evitare di ricevere un giudizio negativo degli altri spesso è superiore a quella che dedichiamo alla nostra autenticità. Resta poco spazio per i nostri pensieri e desideri.

Ma cosa ci spinge a ricercare il giudizio positivo degli altri ?

Alla base di questa ricerca c'è essenzialmente la paura del rifiuto, una paura che ci porta spesso ad accettare tutte le condizioni che il gruppo impone, allontanandoci dalla nostra essenza.

Indossiamo una maschera che anche gli altri percepiscono. Dunque, agli altri alla fine arriva molto poco o quasi nulla di noi e questo crea distanza...distanza fra noi e gli altri, fra noi e il nostro essere, ed entriamo in uno stato di profonda solitudine. La solitudine aumenta il bisogno del giudizio positivo e paradossalmente continua ad aumentare l'artificio e la distanza.

Allora, come possiamo uscirne?

Ascoltandoci, amandoci. Dobbiamo piacerci noi prima di tutto, dobbiamo azzittire il nostro tiranno giudice interiore.

Prima del giudizio degli altri esiste l'idea che noi abbiamo di noi stessi.

L'àncora che gettiamo nel mare per salvarci aggrappandoci all'idea che gli altri hanno di noi è un modo di riscattare un pensiero nostro che è molto più severo. Proviamo a pensare che quell'àncora possa essere la nostra forza, nè in balìa del mare, nè in balìa degli altri.

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s