RIFLESSIONI SULL'AMORE....

"Se ami un fiore, non raccoglierlo. Perché se lo raccogli, esso muore e cessa di essere ciò che amavi. Se ami un fiore lascialo vivere. L'amore non è possedere; l'amore è saper apprezzare” (Osho)

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Cos'è l'amore?

Una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta oppure tante volte, una domanda alla quale ogni volta diamo risposte diverse, nuove o ancora, una domanda che continuiamo a porci, alla quale diamo una risposta di cui non siamo sicuri...

Lo chiediamo ai nostri genitori quando siamo piccoli, ai nostri fratelli o sorelle, ne parliamo coi nostri amici e poi...semplicemente ne facciamo esperienza.

Viviamo l'amore.

Ci accorgiamo che esiste perchè lo sentiamo. Descrivendo quello che proviamo gli diamo una definizione, una forma... Così, l'amore è quando ci batte il cuore, quando ci manca qualcuno, quando ci sentiamo emozionati a pensare a qualcuno. In relazione a queste sensazioni ci avviciniamo a una persona, in relazione a questi indicatori di benessere, la scegliamo.

La scelta del partner dipende da questi indicatori ma anche da altri aspetti.

Secondo la teoria sistemica, la scelta del partner è condizionata da una fusione tra bisogni familiari e personali. Un fattore può prevalere sull'altro in relazione alla tipologia e all'intensità di relazione con la famiglia di origine. I bisogni e le attese soggettive possono indicare le caratteristiche da valutare interessanti nella ricerce del partner.

L'influenza della famiglia di origine riguarda soprattutto: i valori (che cosa è una buona moglie, che cosa è un buon marito); le funzioni (relative ai comportamenti); il mandato familiare (il compito assegnato ad ogni membro della famiglia). Quando il mandato familiare prevale sui bisogni individuali, la scelta del partner si orienta verso caratteristiche esteriori, con la conseguente illusione che questo tipo di unione possa soddisfare anche le aspettative personali.

Se la scelta del partner avviene su bisogni individuali, le relazioni si presentano meno conflittuali ed i problemi tendono ad essere affrontati e risolti man mano che si presentano. In questo caso, la scelta del partner è più libera e consapevole; soprattutto si vede il partner per quello che realmente è, con pregi e difetti.

L'amore è vissuto come unione ed è valorizzata l'allenza cooperativa tra i coniugi.

Quando i bisogni individuali sono condizionati da dinamiche particolari con la famiglia di origine e da situazioni di sviluppo irrisolte, questi si presentano mascherati. Una persona intrappolata in queste vicissitudini, familiari e personali, non riesce a vedere la realtà per come realmente è. È come se la vedesse attraverso delle lenti che ne deformano l'immagine. Insegue un ideale che vorrebbe compensare angosce, paure, ansie sofferte e non risolte. In questa situazione, i bisogni individuali non sono autentici. L'altro non viene visto nella sua interezza, ma identificato per le caratteristiche utili alla propria "salvezza". Prevalgono i bisogni a risolvere i problemi del passato. Soprattutto l'amore è visto come unità fusiva, dove l'altro è percepito come capace di colmare la propria solitudine e la propria insufficienza, scatenando dinamiche impraticabili dal punto di vista affettivo, proprio perchè lo scambio d'amore è impossibile. L'effetto è la discordia tra i coniugi e il deprezzamento del partner, situazioni devastanti sul piano affettivo che annunciano la rottura dell'unione.

La relazione d'amore, invece, che emerge da una scelta assunta con consapevolezza e soprattutto in modo dinamico, elastico e non rigido è quella che arricchisce l'unione di risorse importanti, fondamentali per superare le fisiologiche crisi che la coppia dovrà affrontare durante il lungo percorso di vita insieme.


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