SENSI DI COLPA E CAPACITA' DI PERDONARSI
Prima o poi ti capiterà di cadere. Aspettatelo. Accettalo. Sei solo un essere umano. Va bene così. Perdonati.
(Kimberly Willis)

Un pesante macigno...tanti sassi vaganti dentro di noi e poi sopra di noi...le colpe.
Chi non ha mai provato questa sensazione di sentirsi schiacciato da un "errore" commesso, da un "avrei potuto fare meglio", "avrei potuto fare diversamente", "ho sbagliato"..."è colpa mia"...Sì, è tutta colpa mia...
E subito dopo..."non posso rimediare, non c'è più tempo, ho perso un occasione oppure ho perso una persona e non posso più tornare indietro...".
E ancora...
Rimuginiamo, ci arrabbiamo, piangiamo e ci puniamo, come se quella fosse l'unica strada per pareggiare, per espiare un errore altrimenti irrimediabile...
La sensazione è più o meno questa!
Ci sentiamo in una trappola, una gabbia...l'unica e "giusta" punizione!
Ma facciamo un passo indietro e partiamo da una premessa: siamo persone...
Nasciamo, cresciamo, facciamo esperienze, sperimentiamo noi stessi, impariamo a conoscerci, cosa ci piace e cosa no, impariamo ad accettarci per come siamo oppure proviamo a cambiare, ci mettiamo alla prova, cadiamo, ci rialziamo...facciamo errori, impariamo da questi e a volte li rifacciamo perchè non abbiamo ben capito la conseguenza di un comportamento...sbagliamo ancora...
Ma cosa succede quando sbagliamo?Quando sbagliamo cosa vediamo di noi stessi?
Quando sbagliamo vediamo l'errore, vediamo la nostra incapacità e vediamo una parte negativa di noi che non sappiamo accettare, improvvisamente ci sentiamo piccoli e anche un po' "cattivi".
L'immagine di noi si rispecchia nell'errore. Non siamo persone che hanno commesso un errore...no..: noi siamo l'errore, non abbiamo sbagliato, siamo sbagliati, e di conseguenza meritiamo una punizione.
Valutiamo da dove arriva questa modalità di svalutazione che ci infliggiamo quando sbagliamo, dove, quando, nel corso della nostra crescita, l'abbiamo imparata?
Perchè non siamo obiettivi? Perchè non siamo tolleranti? Perchè non ci perdoniamo?
Riflettiamo, non tanto sui motivi per cui non riusciamo a farlo, ma sulle risorse che ci permetterebbero di fare un passo verso noi stessi.
Facciamo qualche esempio.
Aver imparato che "bisogna essere bravi", "bisogna essere buoni" non ci aiuta a tollerare piccole deviazioni di percorso.
Aver sperimentato che ad ogni sbaglio segue una furiosa reazione di qualcuno che non sa capire che è naturale inciampare lungo la strada, non ci agevola adesso che toccherebbe a noi essere più tolleranti.
Aver sperimentato che qualcun altro ha preso il nostro posto, pur di proteggerci dalla possibilità di sbagliare ha ingigantito la paura di sbagliare e laddove sia poi capitato, ha ingigantito anche la punizione per averlo fatto.
Il sistema famiglia, il sistema scuola...non ci hanno aiutato: in materia di comprensione e tolleranza siamo ancora tutti un po' impreparati.
Da grandi, però, tocca a noi valutare il "nostro operato", a nessun altro. Eppure cambia poco.
Continuiamo a mettere in atto quello che abbiamo vissuto.
Gli altri si dimenticano di noi, si allontanano, e noi ci dimentichiamo di noi stessi.
Siamo severi, rigidi, fermi!
Paghiamo sempre un prezzo molto alto per i nostri errori e lo decidiamo noi quanto, a volte decidiamo che non basta, che non basta mai.
Ma cosa significherebbe per noi abbassare questo prezzo?
Cosa significherebbe fare un passo indietro e perdonarci...?
Probabilmente questa domanda non ce la siamo mai neanche posta.
Apriamo un varco sulla strada del perdono, della flessibilità, dandoci l'opportunità di sperimentare come e quanto possa alleggerirci.
Non esiste un solo modo per sciogliere il nodo del senso di colpa nè esiste un modo migliore di un altro per provare a liberarcene...la nostra unicità fa la differenza, la nostra storia, le nostre risorse e la nostra voglia di amarci.
La nostra voglia di amarci dovrebbe superare la nostra contemplazione dell'errore, impariamo a perdonarci quando sbagliamo e amarci anche se sbagliamo...diamoci più valore, più di quanto ne diamo ai nostri errori.